Dalla semplice visita fino all’acquisto finale, scopriamo insieme il ponte che parte da sito e pagina Facebook per aumentare i follower e trasformarli in clienti.
Bando alle bacchette magiche e largo ai ponti. Per la trasformazione di cui sto per parlarti la magia non serve, quello che serve è una piccola strategia.
Senza di quella, la tua attività va poco lontano e così anche i prodotti che vendi.
Vediamo allora come costruirla in modo che riesca a trasformare visitatori e fan in clienti a tutti gli effetti.
Diciamo subito che… dipende! Sì dipende dai tuoi clienti.
Ogni strategia mira a instaurare una relazione di fiducia. Quello che ispira fiducia in una persona può essere molto diverso da quello che la ispira in un’altra. Ricordati quindi di partire dal tuo cliente tipo. Dovrai impostare tutto affinché la relazione che instaurerai sia basata sulla fiducia.
L’obiettivo di questa personalizzazione è unico e fondamentale: predisporre il visitatore in modo favorevole al tuo prodotto. Alla fine del percorso, lo guiderai a compiere senza esitazioni l’azione che desideri. Che sia un acquisto o la sottoscrizione di un abbonamento.
Per riuscirci, pensa di costruire un ponte tra te e loro. Parti da una sponda con semplici visitatori e ti ritroverai dall’altra parte con clienti paganti, riuscendo così ad aumentare il traffico del tuo sito web.
Una cosa importante da sapere è che lo spazio di questo ponte però può variare, perché può essere più o meno lungo da attraversare. La sua lunghezza dipende dal tipo di utente che deve percorrerlo. Anzi, dipende proprio dalla sua “temperatura” (come spiegato nell’analisi del traffico di un sito web).
Ogni visitatore compie un proprio percorso
Se il visitatore è “caldo” (ti conosce ed è già stato tuo cliente), il percorso sarà più breve. Questo tipo di utente si fida già di te e si fiderà immediatamente della qualità di ciò che proponi.
Viceversa, se il visitatore è “freddo” (non ti conosce), prima di proporgli l’acquisto devi fargli attraversare un ponte più lungo. Questo ponte è fatto di passaggi di comunicazione che servono a farti conoscere e conquistare la sua fiducia.
Tra le due misure c’è la lunghezza media. Questa è necessaria per un traffico “tiepido”, fatto da utenti che ti conoscono ma non hanno ancora comprato un tuo prodotto.
Scopri come effettuare l’analisi del traffico di un sito web e impara a valutarlo senza errori.
La costruzione del ponte: gli strumenti per parlare al tuo traffico.
Ora che sai a cosa serve un ponte, vediamo con quali “materiali” costruirlo.
Partiamo dal presupposto che per l’utente devi diventare credibile, sappi allora che dovrai fornirgli delle informazioni ben argomentate su ciò che stai offrendo.
A tua disposizione hai diversi strumenti: mail, blogpost e news. Hai anche i quiz, che ti permettono di modulare l’offerta in base alle risposte, e le pagine di prevendita, dove si decide tutto.
Con una serie di mail, puoi preparare l’utente in maniera graduale. Mail dopo mail (3 o 4), lo porterai a conoscere il prodotto e a fidarsi della tua offerta.
La mail secca, cioè una soltanto, può essere efficace in un solo caso: quando l’utente ti conosce già ed è già stato tuo cliente. In questo caso particolare infatti il ponte può essere cortissimo, fatto di quell’unica mail che basterà a concludere l’acquisto. Il rapporto di fiducia è già acquisito , non c’è bisogno di altro.
Blog
L’articolo del blog permette all’utente di approfondire gli aspetti del tuo prodotto. Se non sai come tenere un blog in modo efficace, è uno spazio definito dove ogni altro contenuto lì presente dimostrerà la tua competenza e credibilità. È uno spazio definito: ogni altro contenuto lì presente dimostrerà la tua competenza e credibilità.
Se hai una palestra o un negozio per animali, puoi inserire un video “Prima e Dopo” nell’articolo. Mostrerai in modo simpatico e coinvolgente i vantaggi di essere tuoi clienti. Pubblicare video su Facebook o Instagram, infatti, è strategico per chi possiede un negozio.
News
Anche le news aumentano la credibilità del prodotto. Questo vale soprattutto se compaiono su un sito esterno. Non essendo interessato direttamente, risulta più credibile.
Le news offrono un’analisi più dettagliata e tecnica del prodotto o servizio. L’acquirente ha l’opportunità di conoscerlo da vicino. I particolari fanno la differenza tra l’acquisto e il non acquisto.
Quiz
I quiz sono una vera opportunità. Di sicuro ti sarà capitato di rispondere a uno dei tanti che ormai girano on line. Non ti ha forse dato la sensazione che chi te lo stava proponendo stesse cercando di capire i tuoi bisogni in maniera più precisa e attenta?
I quiz hanno un duplice effetto positivo. Scaldano l’utente, che si sente “ascoltato” da te. Inoltre, ti permettono di modulare la tua offerta in base alle sue risposte.
Immagina di organizzare una festa a tema nel tuo locale. Con un quiz puoi sondare l’interesse dei possibili partecipanti. Così capirai come organizzare la serata in base ai loro gusti.
Podcast
Anche se non sei un oratore nato, non sottovalutare la possibilità di registrare un messaggio podcast per i tuoi utenti. I tuoi utenti potranno ascoltare il podcast quando hanno tempo. Non corri il rischio che il messaggio venga ignorato. Eviterai che non arrivi al momento giusto.
Pagina di pre-vendita
L’ultimo elemento del ponte è la pagina di pre-vendita. Un elemento decisivo perché è l’ultimo passaggio prima che l’utente diventi acquirente. Se il visitatore ti ha seguito fino a qui, vuol dire che non hai sbagliato un colpo. Proprio per questo, non devi sbagliare l’ultimo passaggio.
Con questa pagina devi centrare l’obiettivo e portarti a casa il cliente.
Come?
Devi usare contenuti curatissimi per la pagina di pre-vendita. Questi aggiungono elementi alle informazioni fornite dagli articoli precedenti. Il tuo prodotto deve rispondere ai bisogni del lettore offrendo una soluzione concreta. Qui il beneficio deve essere evidente ma soprattutto supportato dalle argomentazioni che saprai portare a sostegno. Chi meglio di te?
La trasformazione dalla teoria alla pratica
Bene, ora che sappiamo con cosa costruire il ponte di trasformazione del tuo traffico in utenti-clienti, come mettere in pratica tutto nella vita reale?
Prendiamo l’esempio di un piccolo bistrot. Se vuoi sapere come attirare clienti in un ristorante, strumenti come passaparola, inserzioni Facebook e Google Ads possono generare un discreto numero di visitatori. Arriverebbero sia sulla pagina Facebook che sul sito internet. Per qualche dettaglio in più puoi trovare una guida passo passo nell’articolo che abbiamo pubblicato sui primi passi per un Funnel Marketing per un ristorante.
I visitatori inizieranno così a conoscere il piccolo bistrot, guardando le foto di qualche suo piatto e del locale. Ma, da qui alla prenotazione di una cena, il ponte è tutt’altro che scontato!
Conoscere gli strumenti per costruirlo infatti non basta. Bisogna anche sapere come associarli tra loro in maniera sinergica e funzionale al risultato atteso.
Il web è generoso di consigli in merito e noi ti segnaliamo quelli di Jacopo Matteuzzi di Studio Samo, che spiega come trasformare i fan della tua pagina Facebook in clienti.
Tra le cose che vogliamo anticiparti qui c’è una considerazione importante che Matteuzzi invita a fare: il numero di like sulla tua pagina può essere bello da guardare – se alto – ma non ti dà nessuna garanzia che quel numero sarà anche il numero dei tuoi clienti.
Come fare allora?
Porta i tuoi fan fuori dalla pagina Facebook con un ponte, appunto, che li conduca verso la pagina di acquisto del tuo sito. Questo processo è fondamentale per la lead generation.
Parti da un’offerta che proponi ai tuoi follower in cambio della loro mail, in questo modo ti sarai creato il bacino di contatti a cui poter inviare le mail necessarie a scaldarli.
Nel caso i follower che hai già non ti bastassero, Facebook ti riserva un’opzione – a pagamento ma certamente utile – che farà arrivare la tua offerta anche a chi non ti conosce. Ti suggeriamo di scoprire come fare pubblicità su Facebook.
Si tratta di selezionare il “pubblico simile” dal pannello inserzioni, un’opzione che istruisce Facebook affinché trovi persone che pur non essendo follower hanno caratteristiche simili a chi lo è già. Il “pubblico simile” è opzionabile a partire dalla lista di e-mail che hai già a disposizione, oppure a partire dai follower o dai visitatori del sito.
Semplice ed efficace non trovi?
Un’altra lista di consigli è fornita da Daniele D’Ausilio di Web Marketing Solution, che propone i suoi 5 modi per convertire un follower della vostra pagina Facebook in vendita.
Quello che trovate di seguito è secondo noi il più utile perché non si fa perdere d’occhio dagli utenti. Si chiama retargeting e si basa sul principio di continuare a “proporsi” a chi ha già mostrato interesse verso il tuo prodotto.
Questo strumento punta al 98% di utenti che non acquistano al primo messaggio e che perciò vanno scaldati poco alla volta riproponendo i tuoi prodotti durante la loro navigazione on line.
Come procedere
- installa sulla tua pagina Pixel (attribuirà a ogni utente un codice con cui seguirlo durante la sua navigazione on line)
- crea il tuo pubblico personalizzato
- pubblica l’annuncio destinato al tuo pubblico: il Provider riconoscerà il codice e Facebook saprà che deve mostrare i tuoi annunci all’utente corrispondente.
- crea una optin-page di atterraggio su cui gli utenti lasceranno la loro mail.
- invia un minimo di 3 mail (max 5) per scaldare questi contatti e accompagnarli così verso l’acquisto.
Scopri anche come ottenere veri follower su Instagram senza bot ma con gli annunci di Facebook.
Il caso del bistrot: i nostri 2 consigli
Torniamo al caso pratico del nostro bistrot. Poniamo che il proprietario voglia trasformare i visitatori della sua pagina Facebook e del suo sito web in followers e successivamente ancora in clienti, non gli resta dunque che progettare un ponte che li scaldi con la fiducia mentre dà valore alle sue proposte nei messaggi con cui contatta il suo pubblico.
A lui, e a te che ci leggi, prima di avviare la costruzione di qualsiasi ponte, lungo o corto che sia, vogliamo segnalare due aspetti importanti di cui tener conto: la domanda e il tempo. Vediamoli nello specifico.
La domanda si riferisce al “bisogno” che spinge i visitatori ad entrare in quel bistrot e non in un atro.
Prima ancora di mostrare i nuovi piatti del menù o di fare qualsiasi altra azione pubblicitaria, questo è un aspetto assolutamente da conoscere e tenere in considerazione, proprio per modulare la propria offerta e il messaggio che la accompagna.
I bisogni che spingono a scegliere un bistrot potrebbero essere più d’uno ma questo non rappresenta un problema, anzi. Sarà sufficiente porre le domande giuste per ottenere le risposte utili:
Avete fame? Non avete voglia di cucinare questa sera? Non vedete l’ora di un pranzo leggero e sano? Siete curiosi di assaggiare il nostro nuovo piatto?
Con queste domande il proprietario può stuzzicare il suo pubblico attraverso i canali più opportuni: se continua a lanciare l’amo, prima o poi qualcuno abboccherà!
Il tempo è una questione molto importante, e nella delicata fase del convincimento va dosato a dovere.
Mai avere fretta di chiudere e convertire, bisogna invece lasciare all’utente il tempo che gli serve per maturare la decisione finale.
Il rischio altrimenti è di perderlo per sempre. Se vuoi far crescere la tua pagina Facebook e mantenere alta l’attenzione, riprova fino al momento giusto.
Ci sono infatti molti fattori che potrebbero influenzare il momento della scelta (una grossa spesa appena sostenuta, un impegno, uno stato d’animo poco incline all’acquisto, una promozione appena ricevuta) per cui mai abbandonare: se il messaggio non è stato letto o accolto come speravi al primo invio, riprova. Riprova fino al momento giusto, che non puoi sapere qual è ma prima o poi arriverà.
Hai bisogno di un sito per costruire il ponte con cui trasformerai il tuo traffico in clienti? Prova Swimme!
Smaschera le app per aumentare follower su Facebook ed evita la trappola della quantità
Molti lettori cercano una soluzione rapida e si imbattono in soluzioni come la app per aumentare follower su facebook (ad esempio FB Liker, LikeHub o Ninja Phone). Ti promettono di ottenere più follower facilmente, ma devi conoscerne la realtà.
Queste app si basano su due meccanismi rischiosi: l’utilizzo di bot e l’attività di “scambio like” o mutual liking. Questo significa che il tuo numero di follower aumenta, ma la maggior parte sono account inattivi o fasulli.
Il danno reale al tuo business
Come consulenti, ti avvertiamo: affidarsi a queste pratiche danneggia la tua strategia a lungo termine.
- Violazione delle linee guida.
Facebook considera l’attività automatizzata o l’uso di account fake come una manipolazione. Le linee guida di Meta sono chiare: l’uso di questi sistemi può portare al ban della tua pagina, annullando tutto il lavoro svolto. - Zero conversione.
Il tuo obiettivo è convertire. I follower ottenuti con queste app non sono interessati ai tipi di contenuti che pubblichi. Il tuo post di Facebook verrà visto da persone che non diventeranno mai clienti. - Penalizzazione dell’algoritmo.
L’algoritmo di Facebook premia l’interazione reale. Se il tuo numero di follower è alto ma le interazioni sono poche (perché la maggior parte sono bot), l’algoritmo non mostrerà i tuoi contenuti di Facebook nemmeno ai tuoi fan reali. Facebook può persino ridurre la tua portata organica.
La qualità e la pubblicità sono le uniche alternative che funzionano
Dimentica le app.
La vera crescita arriva dal valore che pubblichi, creando contenuti reali.
Se hai bisogno di aumentare il numero di follower velocemente, l’unica scorciatoia etica e sicura è investire in Facebook Ads (pubblicità ufficiale di Meta). Le campagne Page Like Ad sono pensate apposta per questo e possono aiutarti a intercettare un pubblico realmente in target, non un sistema di bot.
Inoltre, sfrutta i formati che funzionano in tempo reale:
- Contenuti Video (Reels).
Sono il modo migliore per intercettare nuovi utenti. - Video in diretta.
Aumentano la fiducia e la credibilità.
Concentrati sul creare contenuti che risolvono problemi: 100 follower reali valgono molto più di 10.000 bot.
…e adesso?
Di tutti gli strumenti descritti, uno viene prima di tutti gli altri: installare correttamente il Pixel di Facebook e costruire una pagina di raccolta email che funzioni davvero. Senza questa base, retargeting e pubblico simile — gli strumenti che l’articolo stesso indica come più efficaci — non hanno nulla su cui lavorare. È la stessa logica per cui, nella SEO, sistemiamo sempre le fondamenta tecniche prima di scrivere i contenuti: la base viene prima, sempre.
Ma per un bistrot in Romagna come quello dell’esempio, c’è un problema più a monte di qualunque Pixel: un follower che vive a 200 chilometri di distanza resterà per sempre un follower, mai un cliente — per quanto la tua sequenza di email sia perfetta. Se il tuo pubblico simile non parte da chi vive vicino a te, sulla riviera romagnola o nell’entroterra, stai scaldando persone che non potranno mai attraversare quel ponte fino in fondo.
Un funnel perfetto su Facebook può comunque non convertire?
Sì, ed è il rischio più sottovalutato. Puoi costruire una sequenza di email impeccabile, un pubblico simile ben segmentato, un retargeting preciso — ma se la pagina su cui atterra il click non carica in fretta, non è chiara su smartphone, o il modulo per prenotare o acquistare non funziona bene, tutto il lavoro fatto su Facebook si esaurisce lì.
È lo stesso controllo che facciamo prima di attivare una campagna Google Ads: verificare che il sito sia pronto a ricevere traffico, non solo che la campagna sia ben impostata. La stessa domanda vale, identica, per il traffico che arriva da Facebook.
Una landing che funziona oggi, funzionerà anche tra sei mesi?
Non necessariamente, ed è un mito comune: si costruisce una pagina di atterraggio, converte bene nelle prime settimane, e si smette di pensarci — convinti che il lavoro sia finito. Ma il pubblico che intercetti cambia: chi arriva a dicembre non ha lo stesso bisogno di chi arriva ad agosto; un follower che ti conosce da un anno reagisce diversamente da uno appena arrivato dal pubblico simile; la stessa promozione, ripetuta identica per mesi, comincia a “stancare” chi la vede più volte in retargeting.
Una landing pensata una volta sola invecchia in silenzio: continua a esistere, ma converte sempre un po’ meno, senza che nessuno se ne accorga finché non si guardano i numeri con attenzione.
…e cosa potremmo fare noi
Non gestiamo pagine social né email marketing: non perché non li conosciamo, ma perché per la maggior parte dei nostri clienti non sono la priorità che genera il miglior ritorno — preferiamo fare bene poche cose, piuttosto che fare titubante tutto il resto.
Quello che potremmo valutare con te è la parte del ponte che resta sempre nostra: il tuo sito. La pagina su cui atterra un follower caldo dovrebbe essere diversa da quella per un follower freddo; quella pensata per una promozione estiva dovrebbe cambiare quando arriva l’inverno; quella per un pubblico vicino a te dovrebbe parlare in modo diverso da una campagna rivolta a un pubblico più ampio.
Fatto a mano, questo significa scrivere e aggiornare venti versioni diverse della stessa pagina — una combinazione di segmento, stagione e campagna alla volta — un lavoro che quasi nessuno riesce a tenere aggiornato con costanza, e che finisce per essere fatto una volta e mai più rivisto. È esattamente il tipo di compito ripetitivo che ha senso affidare all’intelligenza artificiale: generare le venti varianti partendo da ciò che già possiedi — il menu, le offerte stagionali, la tua zona di riferimento — lasciando sempre a te l’ultima parola prima che una variante vada online.
Stiamo valutando se ha senso costruire, dentro il tuo sito, un sistema così: come per ogni progetto che ci viene affidato, se un plugin già pronto sul mercato (come Elementor o OptinMonster) non copre davvero questa esigenza — e generare automaticamente varianti per segmento non lo fa nessuno dei due — costruiamo la soluzione su misura, partendo da zero se serve, invece di un compromesso preconfezionato.
Contatta Swimme
Dietro questo articolo c’è Swimme, agenzia web di Cesena che si occupa, in un funnel come questo, della parte che ricade nelle nostre competenze dirette: il tuo sito, la pagina su cui atterra il traffico — non i social o le email, che restano fuori dal nostro lavoro. Quando un’idea come quella delle varianti automatiche per segmento non esiste già pronta su un plugin, per noi è normale scriverla su misura per il tuo sito, invece di forzare uno strumento generico a fare qualcosa per cui non è pensato. Se vuoi valutare insieme il tuo funnel, contattaci.