Swimme, web agency di Cesena, ha realizzato il nuovo e-commerce di Pianeta Ortopedia Ausili, negozio di ausili, ortopedia, sanitaria ed elettromedicali di Forlimpopoli (FC). Il sito è online da ottobre 2026: è costruito in WooCommerce e gestisce in un unico negozio vendita diretta, noleggio, prodotti su ordinazione e IVA agevolata al 4%, collegato al gestionale aziendale.
Vendere una carrozzina online non è come vendere una felpa. Nessuno la compra d’impulso alle undici di sera dopo il terzo spritz. La compra una figlia preoccupata, un marito che non ha mai fatto un ordine online in vita sua, un fisioterapista che deve confrontare due modelli prima di consigliarne uno.
Qui sotto raccontiamo cosa abbiamo costruito, pezzo per pezzo, e perché. Con i nomi degli strumenti, i dettagli tecnici e anche le parti che nessuno vedrà mai, ma che fanno la differenza tra un negozio che funziona e uno che fa telefonare il titolare dieci volte al giorno.
1. Chi compra non è chi usa: un catalogo organizzato per bisogno, non per codici
Il punto di partenza di tutto il progetto è una constatazione semplice: chi compra un ausilio spesso non è chi lo userà. È un familiare, in un momento di preoccupazione, con poca voglia di decifrare sigle tecniche. Quindi il catalogo non parla la lingua del magazzino, parla la lingua del problema.

Il menu laterale divide i prodotti in 13 aree per bisogno: Antidecubito e postura, Carrozzine, Cura e igiene quotidiana, Deambulazione, Degenza, Elastocompressione, Elettromedicali, Fisioterapia e riabilitazione, Infanzia ed età evolutiva, Ortopedia arti inferiori, Ortopedia arti superiori, Ortopedia tronco e collo, Trasferimento e rampe. La home ne ripete dodici come riquadri fotografici, ognuno con il numero di articoli che contiene.
Poi c’è la ricerca. Quella istantanea del tema cercava la frase esatta: se scrivevi “carrozzina pieghevole leggera” e il prodotto si chiamava “carrozzina leggera pieghevole”, risultato zero. L’abbiamo modificata per cercare ogni parola separatamente, in qualsiasi ordine, nel titolo, nella descrizione e nella descrizione breve. Sembra un dettaglio. Per chi digita lentamente da un tablet, è la differenza tra trovare e rinunciare.

Su smartphone abbiamo fatto una scelta che a qualcuno sembrerà un’eresia: nella barra fissa in basso, il pulsante dello Shop è stato sostituito con WhatsApp. Chi naviga un sito di ausili dal telefono, il più delle volte, ha più bisogno di parlare con una persona che di tornare al catalogo.
Due pulsanti fissi sul lato sinistro permettono di aumentare il contrasto e la dimensione del testo, per chi vede meno bene. Il login con Google e Facebook è disponibile anche nel popup di accesso, non solo nella pagina account, e la lista dei desideri è a portata di clic dall’intestazione.
2. La scheda prodotto che risponde prima che qualcuno debba telefonare
Una buona scheda prodotto, in questo settore, ha un obiettivo preciso: togliere i dubbi prima che diventino una telefonata. Sotto il titolo compaiono codice prodotto e marchio. Sotto il prezzo, l’aliquota IVA applicata e, se è il caso, la dicitura “Dispositivo medico: Sì”. Il blocco consegna mostra le date di consegna stimate, la soglia della spedizione gratuita e il rimando alla pagina sull’IVA agevolata.
La scheda tecnica in PDF viene generata al momento del download con E2Pdf, a partire dai dati della pagina. Se domani cambia un prezzo o una caratteristica, nessuno deve rifare il file a mano: il PDF è sempre aggiornato, pronto da stampare o da mostrare al medico.
La guida alle taglie compare da sola nelle schede che ne hanno una, agganciata all’etichetta della taglia. Ogni marchio ha la sua tabella, perché una M di un produttore non è la M di un altro, e nessuno vuole scoprirlo con un reso.

Qui c’è il primo dei due plugin che abbiamo scritto da zero: Immagini per Variante. Un prodotto con 3 colori e 5 taglie ha 15 varianti, e assegnare le foto a ciascuna, una per una, è il tipo di lavoro che fa odiare il proprio e-commerce. Con il plugin si assegna un’immagine, o un’intera galleria, a tutte le varianti che condividono lo stesso valore (per esempio tutte le taglie del colore blu) con un solo clic. Sul sito, quando il cliente sceglie il colore, la galleria cambia di conseguenza.
Alcuni articoli non sono a magazzino ma vengono ordinati su richiesta. Per questi, il prezzo a zero viene nascosto e al posto del pulsante di acquisto compare un modulo di richiesta preventivo, costruito con Get a Quote e Contact Form 7. Per i prodotti con varianti, il sito controlla tutte le varianti prima di decidere se mostrare un prezzo o il modulo.
Sui prodotti esauriti, il cliente lascia la sua email e riceve un avviso automatico quando l’articolo torna disponibile, grazie a Back In Stock Notifier. Le richieste arrivate dal modulo di contatto finiscono nello stesso elenco di iscritti, così nessuna va persa. La sezione Domande sul prodotto è protetta da campi nascosti anti-bot (honeypot), perché lo spam non riposa mai.
Infine, le recensioni. Quelle raccolte su Feedaty vengono unite a quelle del sito: numero, media e testi compaiono insieme nello stesso tab. A ottobre 2026 sono 588, con una media di 5 su 5.
3. IVA agevolata al 4%: la burocrazia trasformata in una casella del checkout
La Legge 104/92 permette a chi ha una disabilità riconosciuta di acquistare molti ausili con IVA agevolata al 4%. Tradotto in euro: una carrozzina da 1.000 € IVA al 22% inclusa scende a circa 852 €. Non è un dettaglio fiscale, è uno dei motivi principali per cui una famiglia sceglie un negozio invece di un altro.
Il problema è che pochi lo sanno, e ancora meno sanno come chiederlo. Così ogni scheda prodotto dichiara la propria aliquota con tre messaggi diversi. Se il prodotto è già al 4%, lo dice. Se è al 10% o al 22%, mostra un avviso con il link alla pagina che spiega l’agevolazione. I testi invitano a informarsi senza promettere la riduzione, perché il diritto va verificato caso per caso. Un controllo impedisce inoltre che altri plugin modifichino per errore la classe IVA dei prodotti.
Al checkout, il flusso è questo. Il cliente sceglie se è un Privato o un’Azienda. Se è un privato e nel carrello c’è almeno un prodotto con IVA superiore al 4%, compare la casella “Desidero richiedere l’IVA agevolata al 4% (Legge 104)”. Se nel carrello ci sono solo prodotti già al 4%, la casella non compare nemmeno, perché sarebbe solo rumore.

Spuntata la casella, un avviso spiega che non si paga subito: si invia una richiesta, e l’ordine viene gestito via email. L’unico metodo di pagamento disponibile diventa “Pagamento posticipato (Richiesta IVA 4%)” e il pulsante finale diventa “Invia Richiesta”. L’ordine entra in stato “In attesa”, con la nota che segnala la verifica della documentazione. Il negozio controlla i documenti e conferma il prezzo agevolato. E se il cliente toglie dal carrello i prodotti agevolabili, la richiesta si annulla da sola.
4. Il noleggio a scaglioni: più giorni noleggi, meno paghi al giorno, e lo vedi prima di chiedere
Il noleggio è un animale diverso dalla vendita. Ha bisogno di date, di una cauzione, della disponibilità reale dell’ausilio. Un carrello normale non sa gestire niente di tutto questo, quindi il noleggio non passa dal carrello: il cliente invia una richiesta di preventivo completa, e il negozio risponde con la conferma.

La base è il plugin WooCommerce Booking & Rental System, personalizzato su misura. Nella scheda di una carrozzina basculante, per esempio, il cliente vede il prezzo come intervallo giornaliero (“da 4,80 € a 9,50 € al giorno”), sceglie data di ritiro e di restituzione con un calendario in formato italiano, legge la cauzione una tantum (400 € nell’esempio) con una nota che spiega a cosa serve, indica la provincia di spedizione e, quando serve, vede il periodo minimo di noleggio (10 giorni). Il pulsante “Richiedi un preventivo” si attiva solo quando i dati sono completi.
Il cuore del lavoro è il calcolo. Il plugin, di suo, applicava una tariffa unica a tutto il periodo. Noi abbiamo scritto un calcolo progressivo a scaglioni, con la stessa logica degli scaglioni fiscali: ogni tariffa vale solo per i giorni che ricadono nella sua fascia. Con numeri illustrativi: giorni da 1 a 10 a 9,50 €, dall’undicesimo a 4,80 €. Un noleggio di 30 giorni costa 10 × 9,50 + 20 × 4,80 = 191 €, invece di 285 € a tariffa piena. E il cliente lo vede prima di inviare la richiesta, non dopo.
Il resto sono rifiniture che nessuno nota finché non mancano. La durata è espressa solo in giorni, senza ore che confondono. Il conflitto tra il selettore date del plugin e quello del tema è stato risolto. Chi chiede un preventivo senza avere un account riceve un account creato in automatico, con un’email di benvenuto riscritta per essere comprensibile anche a chi non ha mai fatto un ordine online. E la riga sull’IVA agevolata non compare sui prodotti a noleggio, dove non avrebbe senso.
5. Checkout, dati fiscali e pagamenti: il codice fiscale chiesto una volta sola
Il checkout ha una sezione Dati fiscali. Il codice fiscale è obbligatorio per tutti; partita IVA e codice SDI compaiono, e diventano obbligatori, solo per le aziende. Il sito controlla il formato di codice fiscale e partita IVA, salva i dati sia nell’ordine sia nel profilo del cliente e li precompila agli acquisti successivi. I dati compaiono nel pannello ordini, nel profilo cliente e nelle email d’ordine. Gli ordini arrivati senza codice fiscale vengono segnalati.
I metodi di pagamento sono PayPal, carte Visa e Mastercard, Satispay, Apple Pay, bonifico bancario e HeyLight, che permette di pagare fino a 18 rate: su un ausilio da qualche migliaio di euro, è una differenza concreta. Nel pannello ordini abbiamo aggiunto una colonna “Pagamento”, per vedere a colpo d’occhio come è stato pagato ogni ordine.
Sulle spedizioni: gratuita sopra i 200 €, comunicata sia in scheda prodotto sia nel piè di pagina. Alcuni prodotti azzerano da soli le spese dell’intero ordine, ma solo per destinazioni in Italia. Quando la spedizione gratuita è disponibile, la tariffa a pagamento viene nascosta, per non far scegliere al cliente l’opzione sbagliata. Il reso è possibile entro 14 giorni.
6. Il traduttore tra sito e gestionale: due sistemi che parlavano dialetti diversi
Il gestionale aziendale importa automaticamente gli ordini dal sito tramite le API REST di WooCommerce e ne aggiorna lo stato quando vengono evasi. Nessun ordine viene più ricopiato a mano.
Detto così sembra facile. In pratica, i due sistemi non si capivano, un po’ come un romagnolo e un bergamasco al telefono. Il gestionale cercava codice fiscale e partita IVA con nomi di campo diversi da quelli del sito. E si aspettava i totali delle righe IVA inclusa, mentre WooCommerce, per standard, li espone al netto. Risultato: un prodotto venduto a 61 € arrivava al gestionale come 50 €.
La soluzione non tocca il database del negozio. I dati vengono adattati al volo nel momento in cui le API li inviano: codice fiscale e partita IVA escono con i nomi che il gestionale si aspetta, sia negli ordini sia nell’anagrafica clienti. I totali di riga vengono inviati IVA inclusa, ma solo alle richieste autenticate con la chiave del gestionale: tutti gli altri sistemi collegati continuano a ricevere i dati standard. Le spese di spedizione restano al netto, come richiesto. E l’adattamento si spegne cambiando un solo parametro, utile se un giorno l’azienda cambiasse gestionale.
7. Resi, email e il lavoro che non si vede
Il secondo plugin scritto da zero è Gestione Resi: un unico file, nessun abbonamento, nessuna dipendenza da plugin commerciali. Il cliente può aprire una richiesta da tre punti: una pagina dedicata linkata nel piè di pagina, il pulsante “Richiedi Recesso” nella sua area personale, e un link automatico nell’email di ordine completato.
Il cliente vede i prodotti dell’ordine, sceglie quali restituire e in che quantità (mai oltre quella acquistata, ovviamente), scrive il motivo e può allegare fino a 3 file, in JPG, PNG o PDF, da massimo 5 MB ciascuno. Partono due email automatiche, una di ricevuta al cliente e una di notifica al negozio, gestite come email native di WooCommerce. Nel pannello, il negozio trova un elenco unico delle richieste con data, giorni trascorsi dall’ordine, cliente, motivo, valore stimato dei prodotti resi confrontato con il totale dell’ordine, anteprima delle email inviate e stato della pratica. Gli allegati vengono salvati fuori dalla parte pubblica del sito, quando l’hosting lo consente, e possono scaricarli solo gli amministratori.
Con WP Mail Logging il sito registra ogni email inviata: conferme d’ordine, spedizioni, preventivi, riassortimenti, resi. Quando un cliente giura di non aver ricevuto nulla, il negozio verifica in pochi secondi se e quando l’email è partita, e può rimandarla. Fine delle discussioni.
Sul fronte SEO del back office, i campi di Yoast SEO si possono modificare tramite API anche per categorie e tag prodotto, così si aggiornano in blocco invece che uno per uno. E le pagine dei tag prodotto hanno un H1 personalizzato e due testi, di
8. Una sola versione della verità per Google: dati strutturati e feed Merchant Center scritti su misura
Il principio che ha guidato tutta la parte di SEO è semplice da dire e scomodo da fare: sito, dati strutturati e feed di Google Shopping devono raccontare a Google la stessa identica storia su ogni prodotto. Se il sito dice “disponibile” e il feed dice “esaurito”, Google smette di fidarsi di entrambi.
Lo schema Product (prezzo, disponibilità, marchio, recensioni) viene generato direttamente dal server per ogni prodotto, per ottenere i risultati arricchiti come le stelline. Gli schemi automatici di WooCommerce e Yoast sono stati disattivati, per evitare doppioni e contraddizioni. Il numero di recensioni e la media voto nello schema sommano quelle del sito e quelle di Feedaty.
Il feed per Google Merchant Center è un file di testo pubblicato sul sito, generato senza plugin. Usa la stessa funzione di calcolo di prezzo e disponibilità dei dati strutturati: i due canali non possono dare a Google informazioni diverse sullo stesso prodotto, nemmeno volendo. Il costo di spedizione viene letto dalle zone di spedizione reali di WooCommerce.
Dentro il feed ci sono alcune scelte deliberate. Ogni variante (taglia, colore) è una riga a sé, con i propri attributi. I codici EAN vengono controllati prima dell’invio. I prodotti su ordinazione senza una data di disponibilità stimata vengono esclusi, come raccomanda Google per gli articoli che non si possono davvero acquistare; se la data c’è, vengono inviati come preordine.
Completano il lavoro i redirect dai vecchi indirizzi, la rimozione dei link rel next/prev generati da Yoast, il ripristino del testo SEO della descrizione dove il tema lo sovrascriveva, e un blog con guide pratiche. Lo stesso principio della “storia unica” vale anche per le intelligenze artificiali generative, che di dati coerenti si fidano molto più che di dati contraddittori: ne parliamo nella nostra guida alla GEO.
9. Privacy e consenso: niente tracciamento prima del sì
Nessuno strumento di tracciamento o di marketing parte prima che il visitatore abbia dato il consenso. Con Google Consent Mode v2, lo stato del consenso viene letto dal banner cookie e comunicato a Google prima di qualsiasi tracciamento. Google Tag Manager si carica solo se c’è almeno un consenso, statistiche o marketing. Il pixel di Meta, gli script di marketing automation di Brevo e le notifiche push di WonderPush si attivano solo con il consenso marketing.
Dentro questi confini, il sito misura ciò che conta davvero: le richieste di contatto e di preventivo inviate dalle schede prodotto, tracciate come contatti, e le registrazioni, distinguendo tra registrazione classica e login social.
10. Performance e sicurezza: i bot non passano dai filtri
Un catalogo con molti filtri (marca, prezzo, categoria) genera combinazioni di pagine quasi infinite. I bot automatici, che non hanno niente di meglio da fare, le visitano tutte, e il server soffre. La soluzione: ogni visitatore reale riceve un cookie tecnico creato dal browser, e le pagine con filtri vengono servite solo a chi lo possiede. Le persone non si accorgono di nulla, i bot restano fuori dalla porta.
La cache è affidata a WP Rocket, con esclusioni mirate per gli script che non devono essere ottimizzati. Il caricamento differito delle immagini del tema è stato disattivato per non fare doppio lavoro con WP Rocket. Moduli di contatto e domande prodotto sono protetti da campi nascosti anti-bot, e gli avvisi tecnici superflui di alcuni plugin sono stati rimossi dal pannello, perché un back office pieno di notifiche inutili è un back office in cui si ignorano anche quelle importanti.
11. Il trasloco: dati, recensioni e posizionamento portati sul nuovo sito
Il negozio aveva già un e-commerce. Il passaggio a WooCommerce è stato trattato come un trasloco completo, con tre obiettivi: non perdere dati, non perdere visitatori, non perdere posizionamento.
Sono stati trasferiti pagine, articoli del blog, prodotti con varianti e attributi, categorie, marchi, clienti, ordini, immagini e PDF. Ogni vecchio indirizzo porta con un redirect 301 alla nuova pagina corrispondente: chi ha un vecchio link salvato, o lo trova su Google, arriva nel posto giusto, e Google capisce che la pagina si è spostata senza dover ripartire da zero.
Le recensioni meritavano un’attenzione a parte. Il collegamento con Feedaty usa l’identificativo che ogni prodotto aveva prima: così le recensioni storiche restano attaccate ai prodotti giusti, invece di ricominciare da zero stelle. Al lancio è stato fatto anche un controllo una tantum sugli ordini, per individuare quelli arrivati senza codice fiscale.
C’è poi un vantaggio che non si vede dal sito ma pesa molto nel tempo: WooCommerce è una piattaforma aperta. Il sito resta del cliente, senza canoni di licenza, e qualsiasi professionista WooCommerce può lavorarci sopra. Il tema è Minimog, con le pagine costruite in Elementor e le personalizzazioni scritte nel codice del tema.
I numeri del progetto
Dati rilevati sul sito a ottobre 2026, quindi destinati a cambiare nel tempo.
| Aree di catalogo | 13 nel menu, 12 in home, da 43 a 232 articoli ciascuna |
| Recensioni Feedaty | 588, media 5 su 5 |
| Modalità di acquisto | Vendita, noleggio, prodotti su ordinazione |
| Spedizione gratuita | Sopra i 200 € |
| Reso | Entro 14 giorni, fino a 3 allegati da 5 MB |
| Pagamento a rate | Fino a 18 rate con HeyLight |
| Esempio di noleggio | Carrozzina basculante da 4,80 a 9,50 € al giorno, minimo 10 giorni, cauzione 400 € |
| Esempio IVA al 4% | 1.000 € con IVA al 22% diventano circa 852 € |
| Plugin sviluppati su misura | Gestione Resi, Immagini per Variante |
Questo case study non è finito
Un e-commerce appena acceso è come un negozio con le luci appena accese: bello, ma ancora vuoto. Sul sito di Pianeta Ortopedia Ausili stiamo seguendo anche l’attività di SEO e di Google Ads, e nei prossimi mesi aggiorneremo questa pagina con i dati delle conversioni generate dal web marketing. Numeri veri, non promesse.
…e adesso?
Di tutto il progetto, il pezzo che conta di più non è quello più tecnico: è la scelta di partire da chi compra davvero, una figlia o un marito preoccupati, prima ancora di scegliere un tema o un plugin. Menu per bisogno, WhatsApp al posto del pulsante Shop, IVA al 4% spiegata nella scheda: ogni funzione nasce da lì.
Pensi che un e-commerce complesso si costruisca scegliendo la piattaforma con più funzioni pronte. In realtà le parti che fanno la differenza, qui, sono quelle che nessuna piattaforma offriva già fatte: il calcolo del noleggio a scaglioni, il traduttore verso il gestionale, il feed Shopping scritto a mano.
Serve davvero sviluppare plugin su misura, se esistono già plugin commerciali per quasi tutto?
Non sempre. Per le funzioni standard, un buon plugin commerciale va benissimo, e infatti in questo progetto ne abbiamo usati parecchi. Il su misura conviene quando una funzione tocca il cuore del lavoro quotidiano e nessun plugin la fa esattamente come serve: assegnare le foto a decine di varianti in un clic, o gestire i resi senza un abbonamento in più da pagare ogni anno.
…e cosa possiamo fare noi
Realizziamo e-commerce in WooCommerce partendo da come lavora davvero il negozio: modalità di vendita particolari, regole fiscali, collegamento con il gestionale, sviluppi su misura dove un plugin pronto non basta. E dopo il lancio ci occupiamo di SEO, dati strutturati e campagne Google Ads, compreso Google Shopping.
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Swimme è una web agency di Cesena che progetta e sviluppa e-commerce WooCommerce su misura, anche per settori con regole complesse come ausili e sanitaria. Se hai un progetto simile, contattaci.