Veterinario, come trovare clienti con l’outbound marketing

In questo articolo valutiamo diverse strategie di digital marketing che possono essere utilizzate da un veterinario per trovare lavoro. L’obiettivo è quello di aumentare la propria visibilità online e di raggiungere non solo clienti privati, ma anche altri studi con cui collaborare e allevatori in zona.

Andiamo con ordine e partiamo dal fulcro su cui si poggiano le varie strategie di marketing per promuovere la tua attività di veterinario, ovvero, il tuo sito web.


Quali caratteristiche deve avere un sito web di un veterinario

Il sito web deve essere al centro della tua strategia di marketing studiata per dare visibilità online alla tua professione di veterinario.

Lo scopo principale non è quello di fare pubblicità, ma di informare.

Una figura professionale diversa dalla tua, non soggetta a nessun codice etico, può utilizzare un tipo di comunicazione persuasiva. Ne abbiamo parlato ampiamente nell’articolo dedicato ai migliori 8 consigli per scrivere frasi persuasive per vendere un prodotto online.

Questo non significa che non puoi sfruttare il tuo sito web all’interno della tua strategia.

Ragiona sul fatto che il tuo sito è un canale attraverso il quale puoi trasmettere un messaggio al tuo target.

Ecco a cosa devi pensare per realizzare al meglio il sito web che promuova la tua attività di veterinario.

Partiamo dal target.

A chi si rivolge la tua comunicazione? Vediamo alcuni profili che potrebbero interessarti:

  • Cliente privato.
  • Studio veterinario (a cui proporre una collaborazione).
  • Allevatore.

Ora che hai identificato il tuo target, pensa al messaggio specifico per ogni figura di riferimento.

Il tuo obiettivo è quello di spiegare come la tua figura sia adatta a risolvere i loro principali bisogni.

Il tuo compito è quello di spiegare perché queste persone dovrebbero contattarti. Cerca di fornire tutte le motivazioni utili a mostrare la tua figura come la più adatta a risolvere il loro problema o la loro esigenza.


Come fare SEO per un veterinario

Sia che nella tua città tu abbia poca o molta concorrenza, immagino che tu sappia come sia abbastanza inutile avere un sito web se non è visibile nelle prime posizioni dei motori di ricerca.

La SEO è la strategia di inbound marketing più adatta per un veterinario. Più avanti nell’articolo vedremo anche una strategia di outbound marketing e ti aiuterò a capire meglio la differenza tra questi due termini.

L’inbound marketing è la strategia che “aspetta” che il cliente sia consapevole del proprio bisogno e sia lui stesso a cercare online una soluzione convincente.

Il significato in inbound è proprio questo: è il potenziale cliente che compie per primo l’azione.

Grazie alla SEO il tuo obiettivo è quindi chiaro: essere trovato.

Il primo passo per una SEO efficace è l’analisi delle parole chiave.

Esistono termini molto generici, molto cercati ma anche molto concorrenziali, come per esempio: “veterinario <nome della tua città>”.

Alcuni utenti, tuttavia, potrebbero ricercare un professionista specializzato per una particolare specie: “veterinario per conigli, tartarughe, pappagalli o criceti”.

Altri utenti potrebbero avere bisogno di particolari tipi di intervento: “veterinario a domicilio”, “veterinario aperto 24 ore su 24”.

A seconda della malattia presunta o diagnosticata all’animale, inoltre, vengono fatte su Google anche ricerche specialistiche come: “cardiologia veterinaria”, “radiografia veterinaria”, “ecografia veterinaria”, ecc.

Come avrai di certo capito, l’inbound marketing e, in particolare la SEO, sono strategie fondamentali per consentire ad un veterinario di trovare nuovi potenziali clienti online.


Google Business Profile: la scheda che intercetta chi cerca “veterinario vicino a me”

C’è un tassello di inbound marketing che oggi vale quanto (a volte più del) sito web e che nel 2023 non era ancora al centro dell’attenzione: la tua scheda Google Business Profile (l’ex “Google My Business”).

Quando qualcuno cerca su Google “veterinario” seguito dal nome della propria città, o semplicemente “veterinario vicino a me”, la maggior parte delle volte i primi risultati che vede non sono i siti web, ma il cosiddetto “local pack”: la mappa con i 2-3 studi veterinari più rilevanti secondo Google, completi di stelline, recensioni e orari di apertura.

Per comparire in questo spazio, così prezioso proprio perché intercetta chi ha già un bisogno urgente, è fondamentale:

  • verificare e completare la scheda Google Business Profile del tuo studio, con categoria, orari, foto e indirizzo corretti;
  • chiedere con regolarità recensioni ai clienti soddisfatti, e rispondere sempre, anche alle recensioni negative;
  • tenere aggiornati gli orari straordinari (festivi, reperibilità, chiusure), un dettaglio che i proprietari di animali cercano spesso in emergenza.

Questo lavoro affianca la SEO del sito, non la sostituisce: sito e scheda Google lavorano meglio insieme, soprattutto per chi cerca un veterinario nella propria zona in un momento di urgenza.


Differenza tra inbound e outbound marketing

La differenza tra inbound e outbound marketing sta tutta nel prefisso: in e out. Attraverso l’inbound marketing è il cliente a “entrare”, a compiere l’azione di avvicinamento, tu devi soltanto aspettare di essere contattato. L’outbound marketing è il processo inverso, sei tu ad “uscire”, ad avviare un’azione diretta nei confronti del tuo potenziale cliente per proporgli i tuoi prodotti o servizi.

Non esiste in assoluto una strategia migliore dell’altra, tuttavia, esistono situazioni particolari in cui è importante fare la scelta giusta.

Nel paragrafo precedente abbiamo visto che la SEO è la più “classica” e profittevole attività di inbound marketing. Nel caso in cui il sito web del tuo studio veterinario è ben posizionato con le parole chiave più strategiche, hai la possibilità di essere contattato ogni volta che un utente della tua città va su Google alla ricerca di un professionista come te.

È lui, nel momento preciso in cui ha la necessità, a entrare in contatto con te.

Per quanto riguarda l’outbound marketing, invece, sarai d’accordo sul fatto che sponsorizzare un tuo post su Facebook per mostrarlo a quante più persone della tua città ha un impatto completamente diverso. Considera, infatti, la possibilità che, nella migliore delle ipotesi, vedrà la tua inserzione un utente che possiede un animale da compagnia. Tuttavia, in questo momento, potrebbe non avere bisogno di te. È molto probabile, inoltre, che tra le persone raggiunte dalla tua campagna ce ne siano tante che non hanno nessun animale in casa.

Come avrai capito ogni strategia ha i suoi limiti naturali. Pensa al caso in cui fosse impossibile raggiungere le prime posizioni nei motori di ricerca per via della troppa concorrenza. O alla situazione in cui svolgi un servizio o offri un prodotto talmente nuovo da non essere ancora conosciuto e quindi cercato su Google.


Come fare pubblicità su Facebook ad uno studio veterinario

Dopo aver visto che la pubblicità su Facebook è considerata una attività di outbound marketing, vediamo alcuni consigli che possono aiutare un veterinario come te a farla nel migliore dei modi.

Come primo appunto ti rimando alla lettura delle raccomandazioni della FNOVI in merito alla pubblicità veterinaria.

Ecco ora un consiglio pratico che puoi utilizzare per comunicare al meglio su Facebook.

Ragiona con la testa del tuo cliente e non con la tua.

Quando pensi ad un piano editoriale, per esempio, non soffermarti troppo sugli studi che hai fatto. Quanti tuoi clienti ti hanno mai fatto domande riguardanti il tuo curriculum?

Aspetto ben diverso riguarda le specializzazioni e le competenze. È rassicurante, per il cliente, sapere che conosci bene un disturbo particolare e che in passato hai curato casi simili.

Pubblicare foto dei tuoi simpatici pazienti porta quasi sicuramente un gran numero di like, ma qual è il messaggio che stai trasmettendo?

Poniti questa domanda:

Per quale motivo alcuni tuoi clienti non andrebbero mai da un altro veterinario? Oppure. Cosa ha spinto clienti di altri studi a lasciarli per chiedere a te assistenza?

Nel marketing le risposte a queste domande si chiamano “punti di forza”.

Se hai avuto la riprova di essere apprezzato per una caratteristica è probabile che anche altri utenti lo faranno una volta venuti a conoscenza.

Evita messaggi troppo commerciali o addirittura comparativi. E non perdere neppure tempo ad elencare tutti i servizi che svolgi.

Informa su come lo fai. È proprio il “come” la leva più importante che hai a disposizione per convincere i tuoi lettori.


Email marketing per un veterinario: come farlo in modo legale e profittevole

La seconda strategia di outbound marketing che ti consiglio per attirare nuovi clienti nel tuo studio veterinario è l’email marketing.

Oltre all’aspetto deontologico, in questo caso è importante conoscere cosa dice la legge in materia di privacy.

Il nodo della questione è: come hai ottenuto la lista dei contatti a cui desideri inviare la tua comunicazione promozionale?

Sapevi che fare email marketing senza avere il consenso informato dei destinatari è un illecito che può portare a spiacevoli multe?

A proposito di privacy, leggi cosa dice il Garante per la protezione dei dati personali sullo spam e l’invio non autorizzato di email a scopo pubblicitario: il principio, confermato nel tempo, è che l’indirizzo email di un professionista o di un’azienda, anche se facilmente reperibile online, resta un dato personale e non può essere raccolto o utilizzato per fini commerciali senza un consenso o un presupposto di trattamento valido.

Leggi anche questi pratici esempi che Mailchimp ha riassunto in un articolo in cui evidenzia la differenza tra una lista di email conforme e non: la piattaforma stessa vieta espressamente, nei propri termini di utilizzo, le liste acquistate o raccolte tramite scraping da siti di terzi.

Probabilmente, se il tuo desiderio era quello di utilizzare una o più liste di contatti già pronte per promuovere la tua attività di veterinario, leggendo queste fonti, avrai già capito perché conviene lasciar perdere.

Tutti noi riceviamo decine di email spam ogni giorno nella nostra casella di posta, ciò non toglie che questa pratica non sia affatto legale.

Venendo quindi al titolo di questo paragrafo: come fare email marketing in modo legale e profittevole?

Un consiglio che mi sento di darti è quello di inviare, singolarmente, ad ogni contatto della tua lista, una email di candidatura spontanea con all’interno il tuo curriculum vitae.

Non si tratta di comunicazioni pubblicitarie massive o ripetitive, ma email informative, scritte e inviate una ad una, che si rivolgono all’indirizzo istituzionale della struttura (quello pubblicato sul suo stesso sito o sulla sua scheda Google) e interrogano su posizioni lavorative o collaborazioni eventualmente aperte.

Un secondo consiglio è di far seguire l’email iniziale con una email di follow up in cui solleciti, in maniera molto garbata, una risposta da parte del destinatario.


Come costruire una lista di contatti in modo corretto, senza acquistarla né usare software di scraping

Dopo aver visto quali attività di outbound marketing sono consentite ad un veterinario che desidera farsi pubblicità e ottenere nuovi clienti, passiamo ad un’altra domanda molto frequente: come costruire una lista di contatti se parti da zero.

Qui vale la pena essere chiari: acquistare liste di contatti da aziende che le rivendono, o usare software che estraggono automaticamente indirizzi email da internet, sono proprio le pratiche che il Garante Privacy e Mailchimp (le due fonti citate poco sopra) considerano non conformi. Anche se questi strumenti sono facilmente reperibili online, usarli espone al rischio concreto di sanzioni, oltre a non essere comunque compatibile con il codice deontologico della professione.

La strada corretta è più lenta ma più solida: costruire tu stesso, a mano, un elenco mirato di strutture a cui proporti, contattandole singolarmente attraverso il modulo di contatto o l’indirizzo email istituzionale che trovi pubblicato sul loro sito o sulla loro scheda Google, esattamente come consigliato nel paragrafo precedente.

A questo punto non resta che chiederti quali categorie di aziende potrebbero essere interessate alla tua comunicazione:

  • Studi, ambulatori, cliniche e ospedali veterinari
  • Allevamenti
  • Aziende agroalimentari
  • Aziende produttrici di mangimi
  • Case farmaceutiche
  • Parchi
  • Centri di recupero per animali selvatici

Puoi farti un’idea più precisa di questi ambienti di lavoro nella scheda dedicata al medico veterinario dell’Atlante delle professioni, mentre per individuare le strutture vere e proprie della tua zona puoi affidarti semplicemente a Google Maps o alle pagine gialle online.

Per perfezionare la tua ricerca, considera anche tutti i Comuni e tutte le Province che fanno parte della zona a cui sei interessato per trovare nuovi clienti come veterinario.


Come può la nostra web agency di Cesena aiutare il tuo studio veterinario a trovare nuovi clienti con l’outbound marketing e una strategia personalizzata

Swimme, la nostra web agency di Cesena e della Romagna, è in grado di realizzare strategie di web marketing per aumentare la visibilità online del tuo studio veterinario, che tu ti trovi a Cesena, Forlì o in un altro comune della zona.

Contattaci per un preventivo gratuito.

 

…e adesso?

Tra tutte le strategie, una vale più delle altre per chi ha un bisogno urgente: la scheda Google Business Profile. L’articolo lo dice chiaramente — per chi cerca “veterinario vicino a me” in un momento di emergenza, il local pack con mappa, stelline e orari spesso conta più del sito stesso.

Pensi che il sito web curato nei minimi dettagli sia sempre la priorità assoluta. Ma per chi cerca con urgenza, è la scheda Google Business Profile a intercettarlo per prima — il sito lavora insieme a questa, non al suo posto.

Puntare solo su “veterinario + città” è la strategia SEO migliore?

Non da sola. È una query generica, cercata da molti e quindi molto competitiva. L’articolo stesso indica alternative più specifiche — “veterinario per conigli”, “veterinario a domicilio”, “cardiologia veterinaria” — che hanno meno concorrenza e intercettano meglio chi ha già capito di cosa ha bisogno. Conviene presidiare entrambi i livelli, non solo il più ovvio.

…e cosa possiamo fare noi

È già quello che descrive l’articolo stesso in chiusura, non un’ipotesi: ci occupiamo della SEO del tuo sito, incluse le parole chiave specifiche di cui parla l’articolo, e della cura della tua scheda Google Business Profile. Non scriviamo le email di candidatura spontanea alle strutture né gestiamo la tua pubblicità su Facebook: quella parte, giustamente — anche per le implicazioni deontologiche di cui parla l’articolo — resta tua.

Contatta Swimme

Swimme è una web agency di Cesena che aiuta studi veterinari a farsi trovare online, dalla SEO alla scheda Google Business Profile. Se vuoi valutare insieme la tua visibilità, contattaci.